Descrizione
La basilica dell'Osservanza, o basilica di San Bernardino, sorge sul colle della Capriola, fuori dal centro di Siena, dove visse san Bernardino. È la più importante delle chiese fuori dalla città: un edificio rinascimentale in laterizio, dominato da una cupola e da un campanile.
Fuori il paramento è tutto in cotto, con una facciata a capanna, un rosone circolare e un portico davanti all'unico portale. Dentro, la chiesa ha forme rinascimentali sobrie: pareti bianche e decorazioni in pietra serena.
Le opere migliori sono le terrecotte invetriate di Andrea della Robbia: due tondi in controfacciata con San Ludovico di Tolosa e San Bonaventura, le figure dell'Angelo annunciante e dell'Annunciata alla base dell'arco trionfale e un'Assunzione di Maria in una cappella a sinistra.
Poi i trittici di Sano di Pietro: la Madonna col Bambino e i santi Girolamo e Bernardino, e l'Incoronazione della Vergine (1450-1460). Un polittico di Andrea di Bartolo (1413) completa la quarta cappella di sinistra.
Sotto la chiesa c'è la cripta con il sepolcreto dei Petrucci, dove riposa Pandolfo. Nel convento si apre la loggia di Pandolfo e, nel refettorio, un'Ultima Cena di Francesco Franci (1710); nel museo Castelli si conserva il reliquiario di san Bernardino, della metà del Quattrocento.
Il 23 gennaio 1944 le bombe americane ridussero quasi in macerie la basilica. Oggi però sembra intatta, perché nel dopoguerra l'architetto Egisto Bellini la ricostruì com'era, grazie a fotografie e testimonianze dei frati. Fu riconsacrata nel 1949.
Non era la prima volta che si rialzava: l'assedio di Siena del 1554 l'aveva già danneggiata. Dopo la ricostruzione barocca, ebbe un pesante restauro tra il 1922 e il 1932, e nel 1924 fu elevata a basilica minore.
Il convento fu fondato nel 1403 dal beato Giovanni da Stroncone. Nel 1476 si fa risalire la costruzione della chiesa, e i lavori si chiusero negli anni Novanta: il progetto fu probabilmente di Francesco di Giorgio Martini, con la collaborazione di Giacomo Cozzarelli.
Pandolfo Petrucci ampliò il convento dopo il 1495, e più tardi, dopo il 1505, fra Timoteo de' Medici.
Fuori il paramento è tutto in cotto, con una facciata a capanna, un rosone circolare e un portico davanti all'unico portale. Dentro, la chiesa ha forme rinascimentali sobrie: pareti bianche e decorazioni in pietra serena.
Le opere migliori sono le terrecotte invetriate di Andrea della Robbia: due tondi in controfacciata con San Ludovico di Tolosa e San Bonaventura, le figure dell'Angelo annunciante e dell'Annunciata alla base dell'arco trionfale e un'Assunzione di Maria in una cappella a sinistra.
Poi i trittici di Sano di Pietro: la Madonna col Bambino e i santi Girolamo e Bernardino, e l'Incoronazione della Vergine (1450-1460). Un polittico di Andrea di Bartolo (1413) completa la quarta cappella di sinistra.
Sotto la chiesa c'è la cripta con il sepolcreto dei Petrucci, dove riposa Pandolfo. Nel convento si apre la loggia di Pandolfo e, nel refettorio, un'Ultima Cena di Francesco Franci (1710); nel museo Castelli si conserva il reliquiario di san Bernardino, della metà del Quattrocento.
Il 23 gennaio 1944 le bombe americane ridussero quasi in macerie la basilica. Oggi però sembra intatta, perché nel dopoguerra l'architetto Egisto Bellini la ricostruì com'era, grazie a fotografie e testimonianze dei frati. Fu riconsacrata nel 1949.
Non era la prima volta che si rialzava: l'assedio di Siena del 1554 l'aveva già danneggiata. Dopo la ricostruzione barocca, ebbe un pesante restauro tra il 1922 e il 1932, e nel 1924 fu elevata a basilica minore.
Il convento fu fondato nel 1403 dal beato Giovanni da Stroncone. Nel 1476 si fa risalire la costruzione della chiesa, e i lavori si chiusero negli anni Novanta: il progetto fu probabilmente di Francesco di Giorgio Martini, con la collaborazione di Giacomo Cozzarelli.
Pandolfo Petrucci ampliò il convento dopo il 1495, e più tardi, dopo il 1505, fra Timoteo de' Medici.