Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi

Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi

Piazza Manzoni. (Apri Mappa)

Descrizione

La basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi, per i senesi più semplicemente i Servi, sorge in cima al colle sopra Valdimontone, in piazza Manzoni. È una chiesa dei Serviti con una facciata mai finita e dentro un tesoro di pittura senese.

La pianta è a croce egizia: tre navate di stile rinascimentale fiorentino, con intonaco bianco e pietra serena grigia, archi a tutto sesto con cassettoni dipinti, e in fondo cappelle gotiche, più antiche. È un incontro di epoche, e si legge subito.

Nella seconda cappella a destra c'è la Madonna del Bordone di Coppo di Marcovaldo, del 1261, la sua unica opera firmata. Il volto della Vergine, però, fu rifatto più tardi da un seguace di Duccio.

Poi la Strage degli Innocenti, tema ricorrente della chiesa: la tavola di Matteo di Giovanni (1491) nella quinta cappella di destra, e un affresco attribuito a Pietro Lorenzetti con i fratelli Francesco e Niccolò di Segna, nella prima cappella di destra.

In una cappella a sinistra del presbiterio c'è un Cristo deposto in terracotta dipinta di Francesco di Giorgio Martini, del 1490-1493 circa: panneggio ben modellato, naturalismo intenso e una dolcezza soffusa. Fu scoperto nel 2009 nella teca sotto l'altare di una cappella e restaurato nel 2015.

La cappella centrale ha l'Incoronazione della Vergine di Bernardino Fungai (1498-1501). In una cappella a destra del transetto c'è una grande croce dipinta del Trecento, e sotto di essa il corpo incorrotto del beato Francesco Patrizi (1266-1328), dell'Ordine dei Servi di Maria.

Nel 1260, dopo la battaglia di Montaperti, i senesi fecero prigioniero il pittore fiorentino Coppo di Marcovaldo. Per tornare libero dipinse la Madonna: quella tavola si trova ancora qui, nella seconda cappella a destra.

Anche la storia dell'edificio è lunga. I Serviti arrivarono a Siena poco dopo la fondazione di Monte Senario, nel 1234; il convento si spostò sul sito di San Clemente nel 1263. La costruzione durò quasi tre secoli e la facciata del Quattrocento non fu mai terminata.

Il doppio nome viene dalla vecchia chiesa parrocchiale di San Clemente, inglobata dal nuovo convento. Il campanile, romanico, fu restaurato radicalmente nel 1926, con cuspidi in cima che lo fanno somigliare a quello del Duomo.