Descrizione
La Basilica di San Domenico è la grande chiesa gotica in mattoni dei domenicani, sul colle di Camporegio, e custodisce la testa di santa Caterina da Siena.
Severa fuori, ricca di affreschi dentro, sta di fronte al Duomo e al centro storico, da cui si vede dall'alto la Torre del Mangia: per questo molti la chiamano basilica cateriniana.
I domenicani arrivarono a Siena nel 1220. La chiesa fu innalzata dal 1226 e ampliata nel Trecento, ma fu terminata solo nel 1465.
Con la sua unica navata ampia coperta da capriate a vista, è fatta per accogliere folle di fedeli a predicare. Ha attraversato incendi, occupazioni militari e il terremoto del 1798, che abbassò il campanile.
La facciata è liscia, con un solo occhio in alto, ed è in parte coperta dalla Cappella delle Volte, che sporge davanti.
Non c'era spazio per una porta, e per questo si entra dal fianco sinistro. La cappella era il luogo di preghiera delle Mantellate, le terziarie domenicane: qui Caterina ricevette l'abito e fu vista più volte in estasi.
Sulla parete di fondo un affresco di Andrea Vanni, discepolo della santa, la raffigura con una devota. Si ritiene un ritratto fedele, perché l'autore la conobbe di persona.
Lungo la parete destra si apre la Cappella di Santa Caterina, voluta nel 1466 da Niccolò Bensi per custodire la testa-reliquia. Gli affreschi del Sodoma, del 1526, mostrano l'Estasi e lo Svenimento della santa, tra i suoi lavori meglio riusciti. Il pavimento intarsiato, quattrocentesco, raffigura probabilmente Orfeo e gli animali.
Altre opere da cercare: l'Adorazione del Bambino di Francesco di Giorgio, del 1490 circa, la Maestà di Guido da Siena nel transetto sinistro e un affresco staccato di Pietro Lorenzetti, del 1325 circa. Dalla cappella maggiore, da un portale in fondo, si apre una bella vista sul centro.
Santa Caterina morì a Roma nel 1380. All'indomani della morte il suo confessore, Raimondo da Capua, le separò la testa dal corpo. I senesi chiedevano a gran voce una reliquia della loro santa, e nel 1384 la ebbero.
Da non perdere
• La Cappella di Santa Caterina.
• La Cappella delle Volte.
• La Maestà di Guido da Siena.
Lo sapevi?
• Un affresco del Sodoma racconta Niccolò di Tuldo, un condannato a morte che Caterina convertì e accompagnò fino al patibolo.
• La firma della Maestà reca la data 1221, ma la maggior parte degli studiosi la riporta al 1270 circa.
Severa fuori, ricca di affreschi dentro, sta di fronte al Duomo e al centro storico, da cui si vede dall'alto la Torre del Mangia: per questo molti la chiamano basilica cateriniana.
I domenicani arrivarono a Siena nel 1220. La chiesa fu innalzata dal 1226 e ampliata nel Trecento, ma fu terminata solo nel 1465.
Con la sua unica navata ampia coperta da capriate a vista, è fatta per accogliere folle di fedeli a predicare. Ha attraversato incendi, occupazioni militari e il terremoto del 1798, che abbassò il campanile.
La facciata è liscia, con un solo occhio in alto, ed è in parte coperta dalla Cappella delle Volte, che sporge davanti.
Non c'era spazio per una porta, e per questo si entra dal fianco sinistro. La cappella era il luogo di preghiera delle Mantellate, le terziarie domenicane: qui Caterina ricevette l'abito e fu vista più volte in estasi.
Sulla parete di fondo un affresco di Andrea Vanni, discepolo della santa, la raffigura con una devota. Si ritiene un ritratto fedele, perché l'autore la conobbe di persona.
Lungo la parete destra si apre la Cappella di Santa Caterina, voluta nel 1466 da Niccolò Bensi per custodire la testa-reliquia. Gli affreschi del Sodoma, del 1526, mostrano l'Estasi e lo Svenimento della santa, tra i suoi lavori meglio riusciti. Il pavimento intarsiato, quattrocentesco, raffigura probabilmente Orfeo e gli animali.
Altre opere da cercare: l'Adorazione del Bambino di Francesco di Giorgio, del 1490 circa, la Maestà di Guido da Siena nel transetto sinistro e un affresco staccato di Pietro Lorenzetti, del 1325 circa. Dalla cappella maggiore, da un portale in fondo, si apre una bella vista sul centro.
Santa Caterina morì a Roma nel 1380. All'indomani della morte il suo confessore, Raimondo da Capua, le separò la testa dal corpo. I senesi chiedevano a gran voce una reliquia della loro santa, e nel 1384 la ebbero.
Da non perdere
• La Cappella di Santa Caterina.
• La Cappella delle Volte.
• La Maestà di Guido da Siena.
Lo sapevi?
• Un affresco del Sodoma racconta Niccolò di Tuldo, un condannato a morte che Caterina convertì e accompagnò fino al patibolo.
• La firma della Maestà reca la data 1221, ma la maggior parte degli studiosi la riporta al 1270 circa.