Descrizione
La chiesa di San Martino, in via del Porrione a Siena, è una chiesa che sorprende: in una sola navata rinascimentale custodisce tele di Guido Reni, del Guercino e di Domenico Beccafumi. Nel Medioevo era così importante da dare il nome al Terzo di San Martino, uno dei tre quartieri della città.
Al terzo altare di destra c'è il Martirio di san Bartolomeo del Guercino, del 1637, annerito da un incendio e ritoccato, in una ricca cornice di marmo della bottega del Marrina. Al secondo altare la Circoncisione di Guido Reni, del 1636. Di fronte, a sinistra, la Natività di Beccafumi, del 1524 circa, in una cornice gemella.
In controfacciata c'è un quadro tutto senese: l'Immacolata protegge Siena durante la battaglia di Camollia, voluto dalla Repubblica nel 1528 e firmato da Giovanni di Lorenzo. A sinistra, all'altare di mezzo, c'è un Crocifisso di legno colorato del Quattrocento, di autore ignoto.
La chiesa è ricordata già nell'VIII secolo. Nel 1537 fu rinnovata e ampliata su disegno di Giovan Battista Pelori; la facciata, in forme del manierismo romano, è di Giovanni Fontana e fu iniziata nel 1613, mentre il campanile fu finito solo nel 1738.
Il transetto e il presbiterio sono il regalo di una famiglia, i de' Vecchi, che a fine Seicento li fecero sistemare dai Mazzuoli, scultori senesi. Di Giuseppe Mazzuoli sono la statua di San Tommaso da Villanova e, con il fratello Giovanni Antonio, la Madonna col Bambino, gli angeli e il ciborio dell'altare maggiore; la cupola è affrescata da Annibale Mazzuoli.
Sotto il campanile, in una cappella gotica a sinistra dell'abside, restano affreschi del Trecento con storie di santi e una Crocifissione. Ai lati dell'arco dell'abside, la cantoria di sinistra ospita un organo costruito da Cesare Romani tra fine Cinquecento e inizio Seicento.
Una Madonna col Bambino di Jacopo della Quercia, un tempo qui, è oggi nel Museo dell'Opera del Duomo.
Al terzo altare di destra c'è il Martirio di san Bartolomeo del Guercino, del 1637, annerito da un incendio e ritoccato, in una ricca cornice di marmo della bottega del Marrina. Al secondo altare la Circoncisione di Guido Reni, del 1636. Di fronte, a sinistra, la Natività di Beccafumi, del 1524 circa, in una cornice gemella.
In controfacciata c'è un quadro tutto senese: l'Immacolata protegge Siena durante la battaglia di Camollia, voluto dalla Repubblica nel 1528 e firmato da Giovanni di Lorenzo. A sinistra, all'altare di mezzo, c'è un Crocifisso di legno colorato del Quattrocento, di autore ignoto.
La chiesa è ricordata già nell'VIII secolo. Nel 1537 fu rinnovata e ampliata su disegno di Giovan Battista Pelori; la facciata, in forme del manierismo romano, è di Giovanni Fontana e fu iniziata nel 1613, mentre il campanile fu finito solo nel 1738.
Il transetto e il presbiterio sono il regalo di una famiglia, i de' Vecchi, che a fine Seicento li fecero sistemare dai Mazzuoli, scultori senesi. Di Giuseppe Mazzuoli sono la statua di San Tommaso da Villanova e, con il fratello Giovanni Antonio, la Madonna col Bambino, gli angeli e il ciborio dell'altare maggiore; la cupola è affrescata da Annibale Mazzuoli.
Sotto il campanile, in una cappella gotica a sinistra dell'abside, restano affreschi del Trecento con storie di santi e una Crocifissione. Ai lati dell'arco dell'abside, la cantoria di sinistra ospita un organo costruito da Cesare Romani tra fine Cinquecento e inizio Seicento.
Una Madonna col Bambino di Jacopo della Quercia, un tempo qui, è oggi nel Museo dell'Opera del Duomo.