Descrizione
Il Santa Maria della Scala è l'antico ospedale di Siena, davanti al Duomo, oggi un grande complesso museale che alterna sale monumentali, corridoi stretti e gallerie scavate nel tufo. Nei sotterranei ospita il Museo archeologico nazionale. Per quasi mille anni accolse pellegrini della via Francigena, malati, poveri e bambini abbandonati.
L'ospedale fu istituito dai canonici del Duomo; il primo documento sicuro è del 1090. Una leggenda medievale parla invece di un calzolaio, Sorore.
Il nome «della Scala» ricorda la gradinata della cattedrale, proprio di fronte. Con i lasciti dei fedeli diventò ricchissimo e poté ingaggiare i migliori artisti senesi. Fu ospedale fino al 1995.
Il cuore della visita è il Pellegrinaio, la grande corsia costruita intorno al 1320-1330.
Fu affrescata negli anni 1440-1444, soprattutto da Domenico di Bartolo, con scene di vita quotidiana: la cura degli infermi, la distribuzione delle elemosine, il pranzo dei poveri. Sono una testimonianza unica in Europa di come funzionava un ospedale del Quattrocento.
Nella Sagrestia Vecchia, il Vecchietta dipinse tra il 1446 e il 1449 le volte e le pareti con gli Articoli del Credo.
Qui si conserva anche la Madonna del Manto di Domenico di Bartolo, del 1444. Accanto alla chiesa della Santissima Annunziata, un grande Cristo bronzeo del Vecchietta, del 1476, sovrasta l'altare maggiore.
Il Tesoro nasce da un gruppo di reliquie della cappella imperiale di Costantinopoli, comprate nel 1359 per 3.000 fiorini, il prezzo di un palazzo in città.
Il contratto fu scritto come una donazione, per non essere accusati di commerciare cose sacre. Il pezzo più importante è il reliquiario del Sacro Chiodo, d'argento dorato.
Nel Fienile medievale sono esposti i marmi originali della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia, accanto ai gessi e ai calchi che permettono il confronto con il rifacimento ottocentesco di Tito Sarrocchi. Il fienile, in origine, era un ricovero per i viandanti arrivati a Siena per l'Anno Santo del 1300.
Più in basso, il Museo archeologico nazionale mostra i reperti del territorio senese: le urne in travertino dei Marcni, le urne in alabastro di Sarteano, i votivi, e il rilievo delle «Muse chigiane».
Ci sono anche l'oratorio di Santa Caterina della Notte, dove Caterina sostava in preghiera tra gli ammalati, e un museo d'arte per bambini.
Da non perdere
• Il Pellegrinaio.
• La Sagrestia Vecchia.
• Il Tesoro.
• I marmi della Fonte Gaia.
Lo sapevi?
• La sala di San Pio rimase infermeria fino al 1975.
• Il Pellegrinaio fu corsia d'ospedale fino al 1995.
L'ospedale fu istituito dai canonici del Duomo; il primo documento sicuro è del 1090. Una leggenda medievale parla invece di un calzolaio, Sorore.
Il nome «della Scala» ricorda la gradinata della cattedrale, proprio di fronte. Con i lasciti dei fedeli diventò ricchissimo e poté ingaggiare i migliori artisti senesi. Fu ospedale fino al 1995.
Il cuore della visita è il Pellegrinaio, la grande corsia costruita intorno al 1320-1330.
Fu affrescata negli anni 1440-1444, soprattutto da Domenico di Bartolo, con scene di vita quotidiana: la cura degli infermi, la distribuzione delle elemosine, il pranzo dei poveri. Sono una testimonianza unica in Europa di come funzionava un ospedale del Quattrocento.
Nella Sagrestia Vecchia, il Vecchietta dipinse tra il 1446 e il 1449 le volte e le pareti con gli Articoli del Credo.
Qui si conserva anche la Madonna del Manto di Domenico di Bartolo, del 1444. Accanto alla chiesa della Santissima Annunziata, un grande Cristo bronzeo del Vecchietta, del 1476, sovrasta l'altare maggiore.
Il Tesoro nasce da un gruppo di reliquie della cappella imperiale di Costantinopoli, comprate nel 1359 per 3.000 fiorini, il prezzo di un palazzo in città.
Il contratto fu scritto come una donazione, per non essere accusati di commerciare cose sacre. Il pezzo più importante è il reliquiario del Sacro Chiodo, d'argento dorato.
Nel Fienile medievale sono esposti i marmi originali della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia, accanto ai gessi e ai calchi che permettono il confronto con il rifacimento ottocentesco di Tito Sarrocchi. Il fienile, in origine, era un ricovero per i viandanti arrivati a Siena per l'Anno Santo del 1300.
Più in basso, il Museo archeologico nazionale mostra i reperti del territorio senese: le urne in travertino dei Marcni, le urne in alabastro di Sarteano, i votivi, e il rilievo delle «Muse chigiane».
Ci sono anche l'oratorio di Santa Caterina della Notte, dove Caterina sostava in preghiera tra gli ammalati, e un museo d'arte per bambini.
Da non perdere
• Il Pellegrinaio.
• La Sagrestia Vecchia.
• Il Tesoro.
• I marmi della Fonte Gaia.
Lo sapevi?
• La sala di San Pio rimase infermeria fino al 1975.
• Il Pellegrinaio fu corsia d'ospedale fino al 1995.