Descrizione
L'Oratorio di San Bernardino sorge in piazza San Francesco, a Siena, ed è un piccolo edificio di mattoni con due sale affrescate sovrapposte.
Accanto, nelle sale attigue, ha sede il Museo Diocesano d'Arte Sacra: l'uno e l'altro si visitano insieme, e valgono la sosta per gli affreschi del Cinquecento e per alcune delle più antiche icone senesi.
Qui il frate senese Bernardino predicava alle folle, come ricorda anche un dipinto di Sano di Pietro conservato nel Museo dell'Opera del Duomo. Quando fu canonizzato, nel 1450, la confraternita del luogo prese il suo nome e, nella seconda metà del Quattrocento, decise di costruirgli un oratorio.
Fuori c'è una semplice facciata di mattoni con un portale di travertino datato 1574 e, in alto, il disco raggiato con il trigramma di Cristo caro al santo. Dentro, il piano superiore, il più antico, è la sorpresa: un soffitto a cassettoni con teste di cherubini e pareti di legno con stucchi.
Tra i pilastri c'è il ciclo di Storie della Vergine, dipinto tra il 1518 e il 1532 da tre grandi artisti senesi: il Sodoma, Girolamo del Pacchia e il Beccafumi.
Nelle scene si vedono con chiarezza gli echi delle opere romane di Michelangelo e Raffaello, la volta della Sistina e le Stanze Vaticane.
Ai lati dell'altare si trovano una tavoletta con il trigramma, che la tradizione dice appartenuta al santo, e un'icona bizantina del Duecento con la Vergine e il Bambino. Al piano inferiore la volta mostra la Madonna che protegge Siena con san Bernardino e santa Caterina.
Il Museo Diocesano offre una panoramica dell'arte senese tra il Duecento e il Settecento.
Nella prima sala c'è la Madonna di Tressa, la più antica icona della pittura senese, del 1235 circa, e la celebre Madonna del latte di Ambrogio Lorenzetti. Nella vecchia sagrestia sono conservati anche alcuni oggetti appartenuti a san Bernardino.
Accanto, nelle sale attigue, ha sede il Museo Diocesano d'Arte Sacra: l'uno e l'altro si visitano insieme, e valgono la sosta per gli affreschi del Cinquecento e per alcune delle più antiche icone senesi.
Qui il frate senese Bernardino predicava alle folle, come ricorda anche un dipinto di Sano di Pietro conservato nel Museo dell'Opera del Duomo. Quando fu canonizzato, nel 1450, la confraternita del luogo prese il suo nome e, nella seconda metà del Quattrocento, decise di costruirgli un oratorio.
Fuori c'è una semplice facciata di mattoni con un portale di travertino datato 1574 e, in alto, il disco raggiato con il trigramma di Cristo caro al santo. Dentro, il piano superiore, il più antico, è la sorpresa: un soffitto a cassettoni con teste di cherubini e pareti di legno con stucchi.
Tra i pilastri c'è il ciclo di Storie della Vergine, dipinto tra il 1518 e il 1532 da tre grandi artisti senesi: il Sodoma, Girolamo del Pacchia e il Beccafumi.
Nelle scene si vedono con chiarezza gli echi delle opere romane di Michelangelo e Raffaello, la volta della Sistina e le Stanze Vaticane.
Ai lati dell'altare si trovano una tavoletta con il trigramma, che la tradizione dice appartenuta al santo, e un'icona bizantina del Duecento con la Vergine e il Bambino. Al piano inferiore la volta mostra la Madonna che protegge Siena con san Bernardino e santa Caterina.
Il Museo Diocesano offre una panoramica dell'arte senese tra il Duecento e il Settecento.
Nella prima sala c'è la Madonna di Tressa, la più antica icona della pittura senese, del 1235 circa, e la celebre Madonna del latte di Ambrogio Lorenzetti. Nella vecchia sagrestia sono conservati anche alcuni oggetti appartenuti a san Bernardino.