Palazzo Chigi-Saracini

Palazzo Chigi-Saracini

Via di Città, 89. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Chigi-Saracini è uno dei palazzi nobiliari più prestigiosi di Siena, in via di Città, con una facciata gotica che segue la curva della strada. Dentro si studia musica ad altissimo livello e si conserva una raccolta d'arte senese dal Duecento al Novecento.

L'Accademia Musicale Chigiana ha sede qui dal 1932, voluta dal conte Guido Chigi Saracini: dal 1958 è una fondazione ed è una scuola di alto perfezionamento musicale. Il Salone dei Concerti, del 1922, ha un sobrio gusto settecentesco e un affresco nella volta di Arturo Viligiardi.

La galleria Chigi-Saracini raccoglie importanti opere senesi: una Madonna del Maestro di Tressa, l'Adorazione dei Magi e frammenti di una Croce dipinta del Sassetta, un polittico di Sano di Pietro, tavole del Sodoma e della sua scuola, e lo Sposalizio mistico di santa Caterina del Beccafumi.

Fra le sculture c'è un bozzetto in terracotta del San Girolamo di Gian Lorenzo Bernini per la Cappella del Voto in Duomo. Tra le opere non senesi si distinguono un tondo della scuola di Botticelli e due autoritratti di Salvator Rosa.

Nell'atrio si trova la statua di papa Giulio III, di Fulvio Signorini (1609); il cortile è porticato su un lato, con volte ornate da grottesche di Giorgio di Giovanni. Nel loggiato esterno restano decorazioni raffaellesche.

Il palazzo ha una lunga storia di famiglie. Il nucleo più antico, del XII secolo, era dei Marescotti, famiglia ghibellina, e per questo è detto anche palazzo Marescotti. A forza di inglobare le case vicine, già nella prima metà del Trecento aveva raggiunto le dimensioni attuali.

Fra Due e Trecento ospitò anche il consiglio dei Reggitori della Repubblica. Nel Cinquecento lo comprarono i Piccolomini del Mandolo, che gli diedero un aspetto rinascimentale.

Dopo il 1770 i Saracini allungarono la facciata aggiungendo trifore fino al vicolo di Tone, mantenendo con cura lo stile trecentesco.

Nel 1877, per testamento di Alessandro Saracini, il palazzo passò a Fabio Chigi, che assunse il cognome Chigi Saracini e lo lasciò al nipote Guido. La famiglia vi abitò fino al 1965.