Palazzo Piccolomini e delle Papesse

Palazzo Piccolomini e delle Papesse

Via Banchi di Sotto 67. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Piccolomini-delle Papesse è un palazzo rinascimentale di via di Città, la strada del centro di Siena, costruito nel 1460 per una sorella di papa Pio II.

Ha una facciata di travertino alla maniera fiorentina e un cortile con capitelli scolpiti; fu l'osservatorio di Galileo nel 1633 ed è stato per anni un centro d'arte contemporanea.

Lo volle Caterina Piccolomini, sorella di Pio II: da lei il nome «delle Papesse». Il progetto è attribuito, probabilmente, a Bernardo Rossellino, l'architetto preferito dal papa. I lavori finirono verso il 1495, con l'intervento di Antonio Federighi e Urbano da Cortona.

La facciata è un convincente esempio di architettura rinascimentale alla fiorentina, inserita con garbo tra le case medievali della via. Il paramento è di travertino, a bugnato rustico al pian terreno, con due ordini di bifore ai piani superiori.

All'interno, il cortile ha capitelli che furono quasi certamente scolpiti da Lorenzo di Mariano, detto il Marrina, intorno al 1509-1510. Sul tetto c'è l'altana, una loggetta da cui si gode un magnifico panorama della città.

Nell'estate del 1633 un ospite illustre salì lassù per guardare il cielo. Galileo Galilei fu accolto dall'arcivescovo Ascanio II Piccolomini dal 9 luglio al dicembre di quell'anno e fece dall'altana osservazioni della Luna.

La storia del palazzo poi cambia più volte. Quando la famiglia Piccolomini si estinse, alla fine del Seicento, fu affittato al Convitto Tolomei, un collegio nato nel 1629, che nel 1820 si trasferì in un altro edificio. Pio II aveva creato una consorteria per riunire i vari rami della famiglia, ed era lei a decidere dell'affitto.

In seguito passò allo Stato, che vi mise degli uffici. Nel 1864 un restauro rovinò con interventi pesanti le grottesche originali; dal 1884 il palazzo appartenne alla Banca d'Italia, che vi fece le decorazioni neorinascimentali del piano nobile.

Nel 1998 il palazzo aprì come Centro d'Arte Contemporanea, con mostre di artisti come Christian Boltanski, Annette Messager e Jaume Plensa; chiuse nel 2008.

Dopo anni di passaggi di proprietà, nel 2025 ha riaperto come sede di mostre temporanee. Il centro faceva parte di TRA ART, una rete toscana di arte contemporanea, e ospitò anche Radio Papesse, un progetto dedicato all'audio.

Da non perdere
• La facciata di travertino.
• Il cortile con i capitelli.
• L'altana sul tetto, dove Galileo osservò la Luna.

Lo sapevi?
• Il nome «delle Papesse» non c'entra con le papesse: viene dalla sorella di un papa.
• Nell'Ottocento un restauro pesante rovinò le grottesche originali.