Descrizione
Il Palazzo Pubblico è il palazzo comunale di Siena: un grande edificio gotico di pietra e mattoni sul lato basso di Piazza del Campo, affiancato dalla snella Torre del Mangia.
Fu la sede del governo della Repubblica e lo è ancora del Comune; il primo piano ospita il Museo Civico, con capolavori del Trecento senese.
Prima non aveva una casa. Il Consiglio si riuniva al suono di una campana appesa a una torre di famiglia nobile, e per le altre adunanze si andava in chiese e palazzi privati.
Dal 1280 si cominciò a pensare a una sede neutra. Il Governo dei Nove, al potere dal 1287, fece costruire il palazzo dal 1297 e vi si trasferì nel 1310.
La facciata ha dettagli che raccontano come si viveva. Le finestre hanno tre archetti gotici su colonnine, e tra un archetto e l'altro si aprono caditoie: in caso di tumulti da lì si facevano cadere pietre. I piccoli fori sul muro sono buche pontaie, che reggevano le travi dei ponteggi.
Al centro un grande disco porta il trigramma di Cristo ideato da san Bernardino, dipinto nel 1425. Poco sotto c'è lo stemma dei Medici, messo dopo la conquista fiorentina. Le due ali laterali furono sopraelevate solo nel 1680, da Carlo Fontana, nello stesso stile.
Ai piedi della torre sta la Cappella di Piazza, in marmo, fatta costruire nel 1352 per ringraziare la Vergine della fine della peste nera.
Accanto, il Cortile del Podestà, tutto in cotto e porticato su quattro lati, è l'ingresso del palazzo e della scala della torre. In un angolo restano i resti della statua del Mangia.
Dentro, il palazzo fu decorato quando non era ancora finito: i Nove chiamarono i maggiori artisti del tempo, perché gli affreschi dicessero il loro programma politico. Chi sale al secondo piano trova anche la Loggia, con vista su piazza del Mercato e sulla metà sud della città.
Nel palazzo c'è perfino un teatro. Il Teatro dei Rinnovati era l'antica sala del Gran Consiglio, adattata al suo uso attuale nel 1560, dopo la conquista fiorentina; dopo due incendi fu ricomposto da Antonio Bibbiena nel 1753, con quattro ordini di palchi.
Da non perdere
• La facciata con le caditoie.
• La Cappella di Piazza.
• Il Cortile del Podestà.
• La Loggia.
Lo sapevi?
• Nella Sala del Mappamondo restano il perno e i segni del mappamondo girevole di Ambrogio Lorenzetti, che ha dato il nome alla sala.
• La Lupa dorata che allatta i gemelli, simbolo di Siena, è del 1429-1430 e oggi si ammira dentro il museo.
Fu la sede del governo della Repubblica e lo è ancora del Comune; il primo piano ospita il Museo Civico, con capolavori del Trecento senese.
Prima non aveva una casa. Il Consiglio si riuniva al suono di una campana appesa a una torre di famiglia nobile, e per le altre adunanze si andava in chiese e palazzi privati.
Dal 1280 si cominciò a pensare a una sede neutra. Il Governo dei Nove, al potere dal 1287, fece costruire il palazzo dal 1297 e vi si trasferì nel 1310.
La facciata ha dettagli che raccontano come si viveva. Le finestre hanno tre archetti gotici su colonnine, e tra un archetto e l'altro si aprono caditoie: in caso di tumulti da lì si facevano cadere pietre. I piccoli fori sul muro sono buche pontaie, che reggevano le travi dei ponteggi.
Al centro un grande disco porta il trigramma di Cristo ideato da san Bernardino, dipinto nel 1425. Poco sotto c'è lo stemma dei Medici, messo dopo la conquista fiorentina. Le due ali laterali furono sopraelevate solo nel 1680, da Carlo Fontana, nello stesso stile.
Ai piedi della torre sta la Cappella di Piazza, in marmo, fatta costruire nel 1352 per ringraziare la Vergine della fine della peste nera.
Accanto, il Cortile del Podestà, tutto in cotto e porticato su quattro lati, è l'ingresso del palazzo e della scala della torre. In un angolo restano i resti della statua del Mangia.
Dentro, il palazzo fu decorato quando non era ancora finito: i Nove chiamarono i maggiori artisti del tempo, perché gli affreschi dicessero il loro programma politico. Chi sale al secondo piano trova anche la Loggia, con vista su piazza del Mercato e sulla metà sud della città.
Nel palazzo c'è perfino un teatro. Il Teatro dei Rinnovati era l'antica sala del Gran Consiglio, adattata al suo uso attuale nel 1560, dopo la conquista fiorentina; dopo due incendi fu ricomposto da Antonio Bibbiena nel 1753, con quattro ordini di palchi.
Da non perdere
• La facciata con le caditoie.
• La Cappella di Piazza.
• Il Cortile del Podestà.
• La Loggia.
Lo sapevi?
• Nella Sala del Mappamondo restano il perno e i segni del mappamondo girevole di Ambrogio Lorenzetti, che ha dato il nome alla sala.
• La Lupa dorata che allatta i gemelli, simbolo di Siena, è del 1429-1430 e oggi si ammira dentro il museo.