Pinacoteca Nazionale

Pinacoteca Nazionale

Via di San Pietro, 29. (Apri Mappa)

Descrizione

La Pinacoteca nazionale è il principale museo statale di Siena e raccoglie la pittura senese dal Duecento al Seicento. Ha sede in due palazzi di via San Pietro, Buonsignori e Brigidi, e si visita in ordine cronologico, dai fondi oro dei «primitivi» fino al Cinquecento di Sodoma e Beccafumi.

Il nucleo nacque nel Settecento, quando i conventi venivano soppressi e le antiche tavole dorate rischiavano di finire distrutte o vendute.

Due abati eruditi, Giuseppe Ciaccheri e Luigi De Angelis, le raccolsero. La collezione crebbe nell'Ottocento con depositi e doni, passò allo Stato nel 1930 e si aprì con l'ordinamento cronologico nel 1932.

Si comincia dal secondo piano. Il Paliotto del Salvatore, datato 1215, è la più antica opera documentata della scuola senese.

Poi arriva Duccio di Buoninsegna, con la Madonna dei Francescani, e Simone Martini con la Pala del Beato Agostino Novello. Nelle sale dei fratelli Lorenzetti c'è la Pala del Carmine di Pietro, uno dei capolavori assoluti del Trecento senese.

Più avanti si incontrano Giovanni di Paolo e il Sassetta, con due piccoli paesaggi, la Città sul mare e il Castello in riva a un lago, un tempo attribuiti ad Ambrogio Lorenzetti. Poi Francesco di Giorgio, Neroccio, Sano di Pietro con i suoi grandi polittici.

Al primo piano è il Cinquecento. Il Sodoma e Beccafumi hanno sale tutte loro; nella sala 30 stanno i cartoni preparati da Beccafumi per il pavimento del Duomo. In un corridoio sul cortile c'è anche il ritratto di Elisabetta I d'Inghilterra col setaccio della vestale Tuccia, di Quinten Messys il Giovane.

Palazzo Brigidi nasconde una storia nera. È ritenuto la residenza dei Pannocchieschi, la famiglia di Nello, marito di Pia de' Tolomei, citata da Dante nel Purgatorio, che l'avrebbe uccisa per gelosia o per risposarsi.

A lei si intitola la scala a chiocciola che collega tutti i piani, fino alla cantina dove sarebbe stata prigioniera.

Il palazzo Buonsignori è del Quattrocento, ma la facciata, restaurata nell'Ottocento, imita il medievale Palazzo Pubblico.

Da non perdere
• La Madonna dei Francescani di Duccio.
• La Pala del Carmine di Pietro Lorenzetti.
• La Città sul mare e il Castello in riva a un lago.
• I cartoni di Beccafumi.

Lo sapevi?
• L'Annunciazione di Ambrogio Lorenzetti, del 1348, è la sua ultima opera conosciuta: morì probabilmente poco dopo, durante la peste.
• La scala della Pia si può vedere affacciandosi dal secondo piano, ma non percorrere.