Descrizione
Porta Camollia è la porta nord di Siena, in fondo a via di Camollia, nel territorio della Contrada Sovrana dell'Istrice. Per secoli fu la più difesa di tutte, perché era l'ingresso di chi arrivava da Firenze, cioè dal nemico di sempre.
La porta di oggi è del 1604. Fu disegnata da Alessandro Casolani e decorata dallo scultore Domenico Cafaggi. Più che una fortezza sembra un arco di benvenuto, e l'iscrizione lo conferma.
Il benvenuto è scritto sull'arco: «Cor magis tibi Sena pandit», cioè «Siena ti apre un cuore più grande di questa porta». L'iscrizione ricorda l'ingresso in città del granduca Ferdinando I de' Medici.
A non molta distanza c'è l'Antiporto di Camollia, costruito nel 1270 per proteggere meglio l'ingresso settentrionale. Insieme alla porta fa capire come si difendeva una città medievale: un primo sbarramento fuori, il passaggio vero e proprio dentro le mura.
La porta che si vede non è la prima. Quella del Duecento fu distrutta durante l'assedio di Siena del 1555 e ricostruita nel 1604, ed è di quel periodo l'aspetto attuale.
Il giorno più famoso di Camollia, però, è il 25 luglio 1526. Fiorentini e truppe del papa assediavano Siena, accampati proprio qui fuori. I senesi uscirono all'attacco al suono di tutte le campane: gli invasori fuggirono fino a Castellina in Chianti, e il comandante delle truppe papali scappò seminudo per i campi.
E il nome? La leggenda lo lega alla fondazione di Siena: Romolo avrebbe mandato il condottiero Camulio a catturare i nipoti Senio e Ascanio, e proprio qui Camulio avrebbe piantato il suo accampamento. Da Camulio, Camollia.
Per orientarsi: la porta si apre nelle mura di Siena alla fine di via di Camollia, ed è il punto da cui, per chi viene da nord, comincia davvero la città. La sua funzione difensiva è sempre stata la parte più importante della sua storia: tenere d'occhio la strada di Firenze.
La porta di oggi è del 1604. Fu disegnata da Alessandro Casolani e decorata dallo scultore Domenico Cafaggi. Più che una fortezza sembra un arco di benvenuto, e l'iscrizione lo conferma.
Il benvenuto è scritto sull'arco: «Cor magis tibi Sena pandit», cioè «Siena ti apre un cuore più grande di questa porta». L'iscrizione ricorda l'ingresso in città del granduca Ferdinando I de' Medici.
A non molta distanza c'è l'Antiporto di Camollia, costruito nel 1270 per proteggere meglio l'ingresso settentrionale. Insieme alla porta fa capire come si difendeva una città medievale: un primo sbarramento fuori, il passaggio vero e proprio dentro le mura.
La porta che si vede non è la prima. Quella del Duecento fu distrutta durante l'assedio di Siena del 1555 e ricostruita nel 1604, ed è di quel periodo l'aspetto attuale.
Il giorno più famoso di Camollia, però, è il 25 luglio 1526. Fiorentini e truppe del papa assediavano Siena, accampati proprio qui fuori. I senesi uscirono all'attacco al suono di tutte le campane: gli invasori fuggirono fino a Castellina in Chianti, e il comandante delle truppe papali scappò seminudo per i campi.
E il nome? La leggenda lo lega alla fondazione di Siena: Romolo avrebbe mandato il condottiero Camulio a catturare i nipoti Senio e Ascanio, e proprio qui Camulio avrebbe piantato il suo accampamento. Da Camulio, Camollia.
Per orientarsi: la porta si apre nelle mura di Siena alla fine di via di Camollia, ed è il punto da cui, per chi viene da nord, comincia davvero la città. La sua funzione difensiva è sempre stata la parte più importante della sua storia: tenere d'occhio la strada di Firenze.