Descrizione
L'Università di Siena è una delle università più antiche d'Italia e ha la sua sede centrale nell'ex monastero di San Vigilio, in Banchi di Sotto, a due passi da Piazza del Campo: dietro la facciata c'è un chiostro dove si respira ottocento anni di vita studentesca.
Tutto comincia nel 1240, con una tassa: chi affittava stanze agli studenti doveva pagare il Comune, che con quei soldi stipendiava i professori dello Studio. Allora c'erano scuole di grammatica, diritto e medicina; poi si aggiunsero teologia e altre materie.
La sede di San Vigilio ha un nucleo dell'XI-XII secolo, ricostruito nel Cinquecento e restaurato nel 1891 da Giuseppe Partini. È la parte che interessa a chi visita: un edificio severo, in pieno centro storico, dove l'università è ancora al lavoro.
Dentro c'è il cortile porticato, il cuore del palazzo. Al centro sta il gruppo in bronzo di Raffaello Romanelli che ricorda gli studenti caduti nella battaglia di Curtatone, il 29 maggio 1848, partiti volontari con i loro professori.
Lungo il cortile si trova anche la tomba di Guglielmo di Ciliano e Niccolò Aringhieri, nata dall'unione ottocentesca di due monumenti provenienti dalla chiesa di San Domenico: uno è opera di Goro di Gregorio, intorno al 1325. C'è poi un ricordo di Giulio Bianchi Bandinelli, sindaco di Siena in età napoleonica, scolpito da Pietro Tenerani.
Fuori da qui l'università ha lasciato il segno anche in altri luoghi della città. Nel 1408 fu fondata la Casa della Sapienza, un collegio per gli studenti «fuori sede»: i primi ospiti arrivarono nel 1416 e pagavano cinquanta fiorini. Richiamò scolari da tutta Europa.
Le storie di questo ateneo sono tante. Nel 1321 Siena accolse professori e studenti in fuga da Bologna, dopo una lite furiosa con il podestà. Tra gli scolari passò Enea Silvio Piccolomini, il futuro papa Pio II.
Nel 1808, con l'invasione francese, lo Studio fu chiuso e riaprì solo con la Restaurazione. E nel 1892 un ministro propose di chiudere l'ateneo: la città rispose con uno sciopero generale e una sollevazione popolare, e il ministro dovette ritirare la proposta.
Oggi l'ateneo ha molti dipartimenti sparsi in città e un sistema di musei, con collezioni di fisica, anatomia, botanica e un osservatorio astronomico. Chi passa da Banchi di Sotto trova nel palazzo di San Vigilio il suo volto più antico.
Da non perdere
• Il cortile porticato.
• Il monumento ai caduti di Curtatone.
• La tomba di Guglielmo di Ciliano.
Lo sapevi?
• Nel 1246 l'imperatore Federico II fece istituire a Siena uno Studio di diritto per danneggiare l'Università di Bologna.
• Nel 1990 l'ateneo ha festeggiato i 750 anni di attività.
Tutto comincia nel 1240, con una tassa: chi affittava stanze agli studenti doveva pagare il Comune, che con quei soldi stipendiava i professori dello Studio. Allora c'erano scuole di grammatica, diritto e medicina; poi si aggiunsero teologia e altre materie.
La sede di San Vigilio ha un nucleo dell'XI-XII secolo, ricostruito nel Cinquecento e restaurato nel 1891 da Giuseppe Partini. È la parte che interessa a chi visita: un edificio severo, in pieno centro storico, dove l'università è ancora al lavoro.
Dentro c'è il cortile porticato, il cuore del palazzo. Al centro sta il gruppo in bronzo di Raffaello Romanelli che ricorda gli studenti caduti nella battaglia di Curtatone, il 29 maggio 1848, partiti volontari con i loro professori.
Lungo il cortile si trova anche la tomba di Guglielmo di Ciliano e Niccolò Aringhieri, nata dall'unione ottocentesca di due monumenti provenienti dalla chiesa di San Domenico: uno è opera di Goro di Gregorio, intorno al 1325. C'è poi un ricordo di Giulio Bianchi Bandinelli, sindaco di Siena in età napoleonica, scolpito da Pietro Tenerani.
Fuori da qui l'università ha lasciato il segno anche in altri luoghi della città. Nel 1408 fu fondata la Casa della Sapienza, un collegio per gli studenti «fuori sede»: i primi ospiti arrivarono nel 1416 e pagavano cinquanta fiorini. Richiamò scolari da tutta Europa.
Le storie di questo ateneo sono tante. Nel 1321 Siena accolse professori e studenti in fuga da Bologna, dopo una lite furiosa con il podestà. Tra gli scolari passò Enea Silvio Piccolomini, il futuro papa Pio II.
Nel 1808, con l'invasione francese, lo Studio fu chiuso e riaprì solo con la Restaurazione. E nel 1892 un ministro propose di chiudere l'ateneo: la città rispose con uno sciopero generale e una sollevazione popolare, e il ministro dovette ritirare la proposta.
Oggi l'ateneo ha molti dipartimenti sparsi in città e un sistema di musei, con collezioni di fisica, anatomia, botanica e un osservatorio astronomico. Chi passa da Banchi di Sotto trova nel palazzo di San Vigilio il suo volto più antico.
Da non perdere
• Il cortile porticato.
• Il monumento ai caduti di Curtatone.
• La tomba di Guglielmo di Ciliano.
Lo sapevi?
• Nel 1246 l'imperatore Federico II fece istituire a Siena uno Studio di diritto per danneggiare l'Università di Bologna.
• Nel 1990 l'ateneo ha festeggiato i 750 anni di attività.