Descrizione
La Fortezza Medicea, detta anche Forte di Santa Barbara, è un grande quadrilatero di mattoni con quattro bastioni, ai margini del centro di Siena, tra lo stadio e i giardini della Lizza. Dentro, alberi, panchine e concerti d'estate.
Il forte è opera dell'architetto urbinate Baldassarre Lanci, che lo costruì tra il 1561 e il 1563 per ordine del duca Cosimo I de' Medici. L'interno è lungo circa 180 metri e largo 125, e il perimetro esterno arriva a 1.500 metri.
Da fuori colpiscono i quattro bastioni pentagonali, a punta come vuole la fortificazione all'italiana. Si chiamano San Filippo, San Francesco, San Domenico e La Madonna, e ognuno chiude un angolo del quadrilatero.
Sui bastioni a nord, a est e a ovest c'è lo stemma mediceo in travertino, posato su una testa di leone. Su quello a sud è rimasta solo la testa. Le sculture sono attribuite al fiorentino Francesco Camilliani.
Poi si sale sui camminamenti che corrono lungo il perimetro: lo spessore stesso delle mura è diventato un viale con alberi e panchine. Al centro della spianata c'è un anfiteatro per gli spettacoli estivi all'aperto, e nel forte hanno sede un'enoteca e Siena Jazz.
La storia, però, è meno serena. Nel 1548 l'imperatore Carlo V fece costruire qui una cittadella, e non per difendersi dai nemici: l'obiettivo era tenere sotto controllo i senesi. Per avere materiale da costruzione, l'ambasciatore spagnolo fece capitozzare le antiche torri signorili della città.
Nel 1552 i senesi insorsero, assediarono gli spagnoli nella fortezza non ancora finita e cominciarono a demolirla. Ma nel 1555, stremata da oltre un anno di assedio, Siena si arrese, e dopo la pace del 1559 lo Stato di Siena passò a Cosimo I.
Fu lui a ordinare la fortezza di oggi, proprio sopra la cittadella spagnola, per soffocare ogni nuova ribellione. Le armi se ne andarono solo a fine Settecento, con il granduca Pietro Leopoldo, e nel 1937 anche l'interno, fino ad allora caserma, diventò un giardino pubblico.
Sotto l'ingresso principale si attraversa il Ponte della Vecchia. Il nome viene dalla statua di una vecchia che ornava la fontana di via Pantaneto: nel 1815 la fontana fu rifatta e la statua venne spostata qui, finché nel 1829 fu distrutta da ignoti.
Il nome però è rimasto, e per molti anni sembrò riferito a una donna del posto, Gina Parrini, detta la «Batina» (1905-1985). Nel 2000 una targa la ricorda con due parole: «A Gina».
La fortezza sorge nel territorio dell'Istrice e il 17 agosto 1874 ospitò un Palio alla Romana non ufficiale, corso da nove contrade e vinto dall'Oca. Sul lato verso il centro storico c'è la statua di santa Caterina da Siena.
Il forte è opera dell'architetto urbinate Baldassarre Lanci, che lo costruì tra il 1561 e il 1563 per ordine del duca Cosimo I de' Medici. L'interno è lungo circa 180 metri e largo 125, e il perimetro esterno arriva a 1.500 metri.
Da fuori colpiscono i quattro bastioni pentagonali, a punta come vuole la fortificazione all'italiana. Si chiamano San Filippo, San Francesco, San Domenico e La Madonna, e ognuno chiude un angolo del quadrilatero.
Sui bastioni a nord, a est e a ovest c'è lo stemma mediceo in travertino, posato su una testa di leone. Su quello a sud è rimasta solo la testa. Le sculture sono attribuite al fiorentino Francesco Camilliani.
Poi si sale sui camminamenti che corrono lungo il perimetro: lo spessore stesso delle mura è diventato un viale con alberi e panchine. Al centro della spianata c'è un anfiteatro per gli spettacoli estivi all'aperto, e nel forte hanno sede un'enoteca e Siena Jazz.
La storia, però, è meno serena. Nel 1548 l'imperatore Carlo V fece costruire qui una cittadella, e non per difendersi dai nemici: l'obiettivo era tenere sotto controllo i senesi. Per avere materiale da costruzione, l'ambasciatore spagnolo fece capitozzare le antiche torri signorili della città.
Nel 1552 i senesi insorsero, assediarono gli spagnoli nella fortezza non ancora finita e cominciarono a demolirla. Ma nel 1555, stremata da oltre un anno di assedio, Siena si arrese, e dopo la pace del 1559 lo Stato di Siena passò a Cosimo I.
Fu lui a ordinare la fortezza di oggi, proprio sopra la cittadella spagnola, per soffocare ogni nuova ribellione. Le armi se ne andarono solo a fine Settecento, con il granduca Pietro Leopoldo, e nel 1937 anche l'interno, fino ad allora caserma, diventò un giardino pubblico.
Sotto l'ingresso principale si attraversa il Ponte della Vecchia. Il nome viene dalla statua di una vecchia che ornava la fontana di via Pantaneto: nel 1815 la fontana fu rifatta e la statua venne spostata qui, finché nel 1829 fu distrutta da ignoti.
Il nome però è rimasto, e per molti anni sembrò riferito a una donna del posto, Gina Parrini, detta la «Batina» (1905-1985). Nel 2000 una targa la ricorda con due parole: «A Gina».
La fortezza sorge nel territorio dell'Istrice e il 17 agosto 1874 ospitò un Palio alla Romana non ufficiale, corso da nove contrade e vinto dall'Oca. Sul lato verso il centro storico c'è la statua di santa Caterina da Siena.