Palazzo del Magnifico

Palazzo del Magnifico

Via dei Pellegrini, 23. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Palazzo del Magnifico fu la residenza di Pandolfo Petrucci, signore di Siena. Si trova in piazza San Giovanni, all'angolo con via dei Pellegrini, e fu uno dei più sfarzosi palazzi del suo tempo, anche se i suoi tesori sono ormai sparsi tra musei di mezzo mondo.

Fu costruito nel 1508 da Domenico di Bartolomeo su disegno di Giacomo Cozzarelli. La facciata era decorata da numerose campanelle e raffinati bracciali in bronzo, che oggi sono conservati nel Palazzo Pubblico.

Il cuore del palazzo era il salone principale al piano nobile, quasi quadrato, con un soffitto dipinto dal Pinturicchio e dalla sua bottega: riquadri con scene mitologiche, che rielaboravano la Volta dorata della Domus Aurea di Nerone, visitata di persona dal pittore a Roma.

Sulle pareti c'erano otto scene affrescate, con eroi antichi e storie classiche, di Luca Signorelli, di Pinturicchio e di Girolamo Genga. Tutto intorno una struttura lignea intagliata dalla bottega dei Barili, e sul pavimento piastrelle maiolicate a grottesche.

Oggi quel salone si può vedere solo a pezzi. Il soffitto è dal 1814 al Metropolitan Museum di New York. Tre affreschi sono alla National Gallery di Londra (Amore sconfitto da Castità, Ritorno di Ulisse, Riconciliazione di Coriolano), altri due, di Genga, alla Pinacoteca nazionale di Siena.

Pandolfo fu signore di fatto della città dal 1487 al 1512, e il suo potere gli procurò nemici e accuse di tirannia. Eppure fu chiamato il Magnifico, per aver pacificato le fazioni cittadine, ispirandosi a Lorenzo il Magnifico di Firenze.

Come Lorenzo, che aveva riunito i più grandi pittori nella villa di Spedaletto, volle intorno a sé i migliori artisti attivi a Siena. L'occasione per la decorazione, conclusa nel 1509, furono probabilmente le nozze del figlio Borghese con Vittoria Piccolomini, celebrate il 22 settembre.

I dipinti erano un messaggio: il Ritorno di Ulisse alludeva al ritorno dall'esilio di Pandolfo e poi di suo figlio, la Fuga di Enea ai Petrucci di tre generazioni, la Calunnia di Apelle a una buona amministrazione della giustizia.

Come i Medici, anche i Petrucci ebbero sorti alterne. Pochi mesi dopo la morte di Pandolfo, nel 1512, Borghese fu cacciato dalla città, e da allora le decorazioni furono smembrate a poco a poco, fino allo strappo degli affreschi negli anni Quaranta dell'Ottocento.