Descrizione
Palazzo Salimbeni, già Rocca o Castellare Salimbeni, è un edificio storico nel centro di Siena, in piazza Salimbeni, e dal 1866 è la sede centrale della banca Monte dei Paschi. Da fuori sembra trecentesco, ma la facciata sulla piazza è soprattutto neogotica.
La facciata in piazza cerca di riprodurre la Siena del Trecento: trifore sotto archi a sesto acuto, merlatura e una fila ininterrotta di archi ciechi, tutti elementi che ricordano il Palazzo Pubblico. L'autore è Giuseppe Partini, che dal 1877 lo restaurò in stile antico.
Il Medioevo vero sta sul retro, a cui si arriva da via dell'Abbadia. La facciata posteriore, in cotto, è stretta tra due possenti torrioni, e restano una delle due antiche torri e il Fondaco dei Salimbeni.
Dentro, la banca custodisce una pinacoteca specializzata in arte senese, con opere di Pietro Lorenzetti, Sassetta, Jacopo della Quercia, Sano di Pietro e Domenico Beccafumi. Ospita anche l'archivio storico del Monte dei Paschi, con documenti, sigilli e libri di amministrazione.
Il palazzo fu edificato nel Trecento ampliando un castellare dei Salimbeni, del XII o XIII secolo, appoggiato alle mura altomedievali nei pressi della chiesa di San Donato. La chiesa fu poi trasformata in sala congressi e spazio museale della quadreria della banca.
Poi, nel 1419, la Repubblica lo confiscò: il palazzo diventò in parte Dogana del Sale e ufficio di Gabella. Dal 1472 vi ebbe sede anche il Monte Pio, nato per frenare l'usura.
Il Monte Pio fu poi incorporato dal Monte dei Paschi, il cui nome allude ai pascoli della Maremma, controllati dal demanio senese, le cui rendite annue erano la garanzia dei prestiti. Nel 1866 la banca comprò il palazzo e ne fece la sede centrale.
Il Novecento portò altri restauri. Carlo Ariotti e Vittorio Mariani rimaneggiarono anche i palazzi laterali della piazza, e dal 1959 Pierluigi Spadolini rimise mano alla sede storica con una nuova scala elicoidale in cemento armato addossata all'antica torre dei Salimbeni.
La facciata in piazza cerca di riprodurre la Siena del Trecento: trifore sotto archi a sesto acuto, merlatura e una fila ininterrotta di archi ciechi, tutti elementi che ricordano il Palazzo Pubblico. L'autore è Giuseppe Partini, che dal 1877 lo restaurò in stile antico.
Il Medioevo vero sta sul retro, a cui si arriva da via dell'Abbadia. La facciata posteriore, in cotto, è stretta tra due possenti torrioni, e restano una delle due antiche torri e il Fondaco dei Salimbeni.
Dentro, la banca custodisce una pinacoteca specializzata in arte senese, con opere di Pietro Lorenzetti, Sassetta, Jacopo della Quercia, Sano di Pietro e Domenico Beccafumi. Ospita anche l'archivio storico del Monte dei Paschi, con documenti, sigilli e libri di amministrazione.
Il palazzo fu edificato nel Trecento ampliando un castellare dei Salimbeni, del XII o XIII secolo, appoggiato alle mura altomedievali nei pressi della chiesa di San Donato. La chiesa fu poi trasformata in sala congressi e spazio museale della quadreria della banca.
Poi, nel 1419, la Repubblica lo confiscò: il palazzo diventò in parte Dogana del Sale e ufficio di Gabella. Dal 1472 vi ebbe sede anche il Monte Pio, nato per frenare l'usura.
Il Monte Pio fu poi incorporato dal Monte dei Paschi, il cui nome allude ai pascoli della Maremma, controllati dal demanio senese, le cui rendite annue erano la garanzia dei prestiti. Nel 1866 la banca comprò il palazzo e ne fece la sede centrale.
Il Novecento portò altri restauri. Carlo Ariotti e Vittorio Mariani rimaneggiarono anche i palazzi laterali della piazza, e dal 1959 Pierluigi Spadolini rimise mano alla sede storica con una nuova scala elicoidale in cemento armato addossata all'antica torre dei Salimbeni.